“Il Crowdfunding è...”

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“Il crowdfunding è…” quello che potremmo definire nella nostra lingua “finanziamento collettivo”, ossia un insieme di persone che concorre economicamente ad un investimento specifico per ottenere la realizzazione (e in alcuni casi l’acquisto) di un risultato (un prodotto in genere ma anche beni collettivi, beni culturali…).

Il settore dell IT è oggi uno dei settori maggiormente in sviluppo e si divide in moltissime categorie produttive, ma essenzialmente potremmo parlare di hardware e software. La necessità di avere un PC, un server o un software gestionale, sta diventando sempre più forte sia per lo sviluppo dei prodotti sia per la crescita e l’ottimizzazione dei processi aziendali.

Perché il crowdfunding dovrebbe interessare ad un settore economicamente auto-sostenuto?

In realtà interessa eccome, anzi sarà probabilmente per il futuro uno dei pochi modi di investire nella tecnologia a scopo privato e/o aziendale. Ed il motivo lo troviamo in un rapporto che lega complessità/ costo/ possibilità. Per capire più semplicemente questo concetto prendiamo un comune smartphone. Oggi per molti è normale inviare una foto o fare una videochiamata, ma per molti 25 anni fa era impensabile.

Si è arrivati ad avere un concentrato di tecnologia grazie all’investimento di diverse decine di aziende che dopo molti anni hanno costruito una serie di prodotti compatibili su richiesta di aziende ancora più grandi.

La stessa produzione dei chipset da anni è gestita da holding mondiali (composte da aziende come Intel, Nvidia, AMD, Samsumg…) che garantiscono a tutti l’accesso alla produzione degli stessi. Ora il costo e le difficoltà di sviluppo di queste tecnologie e a sua volta dei software che governano questi chipset, sta diventando sempre maggiore.

Perché il crowdfunding dovrebbe risolvere il problema?

La risposta è abbastanza semplice e la possiamo trovare considerando che il crowd permetterebbe di:

  • abbassare il rischio di impresa;
  • ridurre i costi di produzione creando una prevendita sostanziale;
  • comprendere tramite il processo di prevendita l’effettivo successo del prodotto e quindi limitare il danno produttivo.

Ed è cosi che molti progetti oggi oltre oceano sono stati sviluppati. Prendiamo come esempio una realtà a me molto cara, quella di Purism. Una realtà nata da un ingegnere americano molto interessato all’ambito privacy e sicurezza nei PC.

Nel 2016 iniziò una campagna di crowd per finanziare un portatile con le migliori caratteristiche a tema privacy (tenete presente che in America l’ambito privacy è molto meno regolamentato ed è veramente un problema per molti). Ottenne oltre il 200% dell’importo impostato e gli permise di aprire un’azienda che oggi vanta il top gamma dei prodotti IT nell’ambito del software libero e della sicurezza informatica (basta guardare Librem 5, lo smartphone o Librem Key per le firme digitali).

Il nostro futuro

Io ritengo che nel settore IT sia privato che pubblico si dovrebbero valutare progetti basati sul crowdfunding in quanto sarebbero, per noi tutti, una vera occasione di crescita tecnologica ed economica. Da tenere anche in considerazione il mondo del software libero che va a braccetto con il modello proposto dal crowdfunding.


Autore: Claudio Maradonna
Licenza: CC-BY-SA 4.0
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